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Tectite
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Le mwbatectiti (termine coniato dal geologo mwbqFranz Eduard Suess mutuandolo dal mwbggreco mwbwtektos, fuso) anche mwcatettite, sono oggetti mwcqvetrosi naturali, rinvenibili sulla superficie terrestre, costituiti principalmente da mwcgsilicati di dimensione superiore a qualche centimetro.
Contents
• Note
• Libri
• Articoli
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Descrizione
Secondo la maggior parte degli scienziati, si sono formate a seguito dell'mwdgimpatto di grandi meteoriti sulla superficie terrestre, quando nell'istante esatto dell'impatto, le onde d'urto prodotte hanno fratturato e fuso parzialmente le rocce incassanti della superficie terrestre.
Le tectiti sono tra le rocce più anidre, con una media di contenuto d'acqua dello 0,005%. Alcuni mweazirconi parzialmente fusi sono stati scoperti all'interno di una manciata di tectiti; ciò, insieme al modestissimo contenuto in acqua, suggerisce che le tectiti si siano formate in condizioni di altissime temperature e pressioni non presenti normalmente sulla superficie della Terra.
Caratteristiche
Le tectiti sono caratterizzate da:
1. una composizione abbastanza omogenea
2. un contenuto estremamente basso di acqua e altre sostanze volatili
3. abbondanza di mwhglechatelierite
4. una generale assenza di cristalli microscopici detti microliti e di correlazione chimica con i sedimenti locali
5. una distribuzione all'interno di vaste mwiqaree di dispersione (o di caduta) (in mwiginglese mwiwstrewnfield)cite-ref-1[1]
Teoria dell'impatto terrestre
La teoria dell'impatto terrestre afferma che un impatto meteorico abbia fuso la superficie terrestre e catapultato parte di queste rocce fuse a molte centinaia di chilometri di distanza dal luogo dell'impatto. I materiali fusi sono quindi precipitati e raffreddati assumendo struttura vetrosa. Secondo questa teoria, benché un meteorite ne abbia causato la fusione, il materiale di cui le tectiti sono costituite è primariamente di origine terrestre, come determinato da misurazioni mwpqisotopiche. Il colore delle tectiti è nero o verde oliva, e la loro forma varia da rotondeggiante ad irregolare.
In accordo alla teoria dell'impatto, le tectiti non possono essere reperite dovunque sulla superficie terrestre, ma solo in ristrette zone, dette aree di dispersione, tre delle quali sono associate con mwpwcrateri d'impatto conosciuti. Solo i più estesi e geologicamente giovani depositi di tectiti nel mwqaSud-est asiatico, chiamati mwqqArea di dispersione australasiatica, non hanno alcun cratere d'impatto ad esse associato. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che ogni grande struttura d'impatto è spesso difficile da rilevare. Per esempio, a causa della copertura sedimentaria del cratere d'impatto di mwqgChesapeake Bay (oggi la più grande struttura d'impatto conosciuta degli mwqwStati Uniti d'America e associata con l'area di dispersione delle tectiti del Nord America), non fu rilevata fino ai primi del Novecento. Inoltre, maggiore è la superficie dell'area di caduta, maggiore è l'area in cui il cratere deve essere cercato. Poiché molti nuovi crateri vengono identificati ogni anno, ciò non è considerato come un problema da chi sostiene la teoria dell'impatto terrestre, con l'esclusione dell'atteso cratere Australoasiatico, struttura che dovrebbe essere antica non più di un milione di anni e quindi facilmente visibile. Questo cratere, nel caso in cui esista, non è stato ancora localizzato.
Le età delle tectiti provenienti dalle quattro aree sono state determinate usando il metodo della mwsqdatazione radiometrica. L'età delle mwsgmoldaviti, un tipo di tectite rinvenuta in mwswRepubblica Ceca, è stata fissata a 14 milioni d'anni fa, che è concorde con l'età fissata per il mwtaCratere di Nördlingen (distante qualche centinaio di chilometri, in mwtqGermania) attraverso la datazione radiometrica di Suevite (una mwtwbreccia di impatto trovata nel cratere). Simili rapporti esistono tra le tectiti dell'area di dispersione del Nord America e quelle del cratere di impatto di Chesapeake Bay, oltre che tra le tectiti dell'area di dispersione della mwuaCosta d'Avorio del cratere del mwuqlago Bosumtwi (mwugGhana).
Sono note quattro aree principali di tectiti, ognuna caratterizzata da una ben definita età, sono note anche aree minori legate a specifici mwvacrateri meteorici. Di seguito sono riportati alcuni tipi di tectiti, raggruppate secondo le quattro aree di dispersione conosciute, e i crateri ad esse associati:
• mwvwArea di dispersione europea (mwwaCratere di Nördlingen, mwwqGermania, età: 15 milioni di anni):
• mwxaMoldavite (mwxqRepubblica Ceca, verde)
• mwxwArea di dispersione australoasiatica (nessun cratere associato identificato; si veda mwyaCratere della Terra di Wilkes): derivanti da un impatto non ancora identificato, forse quello che creò il mwyqcratere della Terra di Wilkes in mwygAntartide, avvenuto circa 700.000 anni fa al momento dell'ultima inversione del campo magnetico terrestre, inversione forse provocata dall'impatto stesso. Sono denominate secondo l'area di ritrovamento: Australiti quelle rinvenute in mwywAustralia, Indociniti quelle rinvenute in mwzqThailandia, mwzgVietnam, mwzwLaos e mwaaCambogia, Cinesiti quelle rinvenute in mwagCina, Filippiniti quelle rinvenute nelle mwbaFilippine.
• Australite (Australia, scura, spesso nera);
• Indocinite (mwcgSud-est asiatico, scura, spesso nera)
• mwdaCinesite (Cina, nera)
• mwdgArea di dispersione del Nord America (cratere d'impatto di Chesapeake Bay, USA, età: 34 milioni di anni):
• Bediasite (USA, mwegTexas, nera)
• Georgiaite (USA, mwfqGeorgia, verde)
• mwfwArea di dispersione della Costa d'Avorio (Cratere del lago Bosumtwi, Ghana, età: 1 milione di anni):
• Ivorite (Costa d'Avorio, nera)
Ad oggi, l'origine terrestre delle tectiti è stata accertata da molti studi geochimici e isotopici (e.g. Faul H.(1966), Koeberl C.(1990)). Il più grande dei campi di tectiti, quello delle Australiti è il più recente avendo un'età di circa 690.000 anni, copre fino a 10.000mwha km della circonferenza terrestre, si ipotizza che la sua origine sia dovuta a un gigantesco cratere non ancora scoperto, da alcuni ipotizzato nella Terra di Wilkes in Antartide, dove sembra esista sotto i ghiacci un gigantesco cratere meteorico di circa 200mwhq km di diametro, secondo altri il cratere sorgente si troverebbe in mwhgIndocina, probabilmente nell'area comprendente il Laos, Cambogia e Vietnam, alla formazione di questo campo di tectiti e correlati impatto asteroidale e formazione di cratere avrebbero assistito gli esseri umani viventi all'epoca in mwhwAsia; il campo delle Australiti si è formato durante l'ultima inversione del campo magnetico terrestre, dando origine alla teoria che impatti asteroidali possano provocare almeno una parte delle inversioni del campo magnetico terrestre.
Prime teorie di impatto non terrestre
La figura a destra illustra la forma a bottone causata dall'impatto del vetro fuso con la superficie terrestre.
Uno dei fattori che porta all'esclusione della provenienza spaziale delle tectiti è l'assenza di mwjwgas nobili cosmogenici prodotti da mwkaraggi cosmici all'interno di tectiti. Secondo i sostenitori della teoria dell'impatto terrestre, ciò rende inattendibile anche la teoria dell'origine mwkqlunare, in quanto gas nobili cosmogenici sono stati ritrovati anche in tutti i mwkgmeteoriti lunari – meteoriti di origine lunare che tipicamente impiegano 1 milione di anni per spostarsi dalla Luna alla Terra. Inoltre, un'eventuale origine lunare o da altri corpi celesti non potrebbe spiegare perché gran parte delle tectiti sono state rinvenute in aree ben delimitate, mentre le meteoriti di origine lunare (o comunque celeste) sono ben rappresentate in molti punti della superficie terrestre. È dibattuto se le tectiti australoasiatiche e della mwkwCosta d'Avorio siano del tutto incompatibili con questa teoria.
In particolare, non esiste nessuna area di distribuzione di tectiti in mwlqAntartide, dove il flusso dei ghiacciai avrebbe trasportato i materiali extraterrestri altrove. Dato che l'area di dispersione australoasiatica si espande continuamente con la scoperta di nuove tectiti sui fondali marini, questo campo di caduta delle tectiti potrebbe in futuro rivelarsi esteso sino all'Antartide, ma le regolari spedizioni di recupero di meteoriti in aree di accumulo meteoritico al mwlgPolo sud hanno trovato solo meteoriti e non tectiti. Se le tectiti provenienti dallo spazio cadessero in Antartide, gran parte del materiale recuperato dovrebbe invece essere costituito da queste e sarebbe già stata scoperta un'area di dispersione. Al contrario, le aree di dispersione australoasiatica e della Costa d'Avorio sono state espanse nel corso dei decenni con il ritrovamento di nuove tectiti nei sedimenti marini, e ora convergono verso l'Antartide.
Secondo i ricercatori, le alte concentrazioni del nucleoide mwma10Be nelle tectiti provenienti dell'area di dispersione australoasiatica, che è relativamente giovane, sono indice di un'origine terrestre. Il mwmg10Be è prodotto dai raggi cosmici nell'atmosfera, dove esso è dilavato dalla pioggia e successivamente viene incorporato in recenti strati sedimentari. Dato che il mwmw10Be ha un mwnatempo di dimezzamento di circa 1,5 milioni di anni, la sua concentrazione in antichi sedimenti e altri tipi di rocce sembra successivamente inferiore. mwnq10Be è stato trovato in meteoriti e rocce lunari in una concentrazione inferiore rispetto a quella presente nei recenti strati sedimentari in quanto i raggi cosmici interagiscono con queste rocce producendone quantità inferiori. Molti fanno riferimento a questi fenomeni come alla prova schiacciante per la teoria dell'impatto non terrestre, in quanto viene così dimostrato che il materiale costituente le tectiti è per lo più di origine terrestre (mischiato con piccole tracce di materiale extraterrestre derivante dal corpo impattante).
Note
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Articoli
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Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Tectite
Collegamenti esterni
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